La catena di supermercati Carrefour condannata per l’inaccessibilità del suo e-commerce
Il colosso francese della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) Carrefour ha ricevuto un’imposizione da parte del tribunale giudiziario di Caen il 4 giugno scorso. Nel dettaglio, Il tribunale ha ordinato a Carrefour di rendere completamente accessibili il suo sito di e-commerce e l’app mobile alle persone non vedenti e ipovedenti, riconoscendo una grave discriminazione digitale e fissando un termine di sei mesi per adeguarsi.
Questa notizia, di rilevanza internazionale per il mondo dell’accessibilità digitale, è stata ripresa e confermata da fonti autorevoli, come Le Monde, France 3 Normandie ed Entrevue.
In Francia, l’accessibilità digitale è regolata dall’articolo L. 412-13 del codice del consumo e dalle prescrizioni dell’ordinanza del 9 ottobre 2023, che definiscono i requisiti di accessibilità per i servizi di commercio elettronico. In caso di inadempienza entro il termine stabilito di 6 mesi, Carrefour dovrà pagare una penale di 500 euro al giorno fino al completamento della rimediazione; inoltre, il giudice ha riconosciuto alle associazioni che hanno intentato la causa 10.000 euro a titolo di danno morale.
Accessibilità totale o parziale? La decisione del tribunale
Secondo le normative francesi, composte dai criteri RGAA (Référentiel Général d’Amélioration de l’Accessibilité), i siti e le applicazioni web devono essere percepibili, utilizzabili, comprensibili e robusti.
Sebbene Carrefour avesse dichiarato di rispettare oltre la metà di questi criteri per l’accessibilità digitale, arrivando a quota 71%, per il tribunale francese è stato comunque definito insufficiente. Le carenze riscontrate, infatti, sono state considerate determinanti per rendere l’esperienza di navigazione non sufficientemente accessibile.
Tra le mancanze più rilevanti sono stati individuate immagini informative senza testo alternativo, contrasti insufficienti tra testo e sfondo e funzioni non compatibili con i software di lettura dello schermo.
Come mai questa sentenza è così importante?
Secondo questa sentenza, dunque, il sito Carrefour non può essere soltanto “parzialmente” accessibile, ma deve garantire una completa conformità ai criteri previsti dalle linee guida vigenti.
Questa decisione, oggi, è stata accolta come «una sentenza di giustizia importante per l’accessibilità digitale» da diverse associazioni di settore. Per quale motivo?
In Francia, e in tutti gli altri stati dell’Unione Europea (compresa l’Italia), le imprese avevano tempo fino a giugno 2025 per adeguare le proprie piattaforme. Pochi mesi dopo la scadenza di questa deadline, ApiDV e Droit Pluriel (due importanti associazioni francesi impegnate nella difesa dei diritti delle persone con disabilità) hanno avviato una serie di azioni giudiziarie contro diversi rivenditori della grande distribuzione, contestando l’inaccessibilità delle diverse piattaforme di commercio online alle persone con disabilità visiva.
Un settore in continua evoluzione
La sentenza del tribunale di Caen potrebbe avere effetti a catena, non solo della grande distribuzione ma anche in molti altri settori del mercato. Il diritto di accesso ai servizi online per le persone con disabilità non può essere gestito in modo superficiale o parziale: è necessario intervenire subito per garantire a stakeholder e pubblico una conformità piena alle normative.
In Italia, l’accessibilità digitale è regolata dalla Legge Stanca e dall’European Accessibility Act. Per evitare sanzioni e offrire davvero pari opportunità, le soluzioni okACCEDO sono un supporto cruciale.
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